(Intervista pubblicata originariamente su citywire.com)

Il nostro Consulente Finanziario Carlo Milesi è stato nominato da Citywire tra i Top 50 Italia 2025

Quanto i private markets contano per la vostra clientela?

Per la mia clientela i private markets sono investimenti poco accessibili, molto di nicchia ed hanno carattere di eccezionalità nel lavoro quotidiano. Seguendo prevalentemente famiglie con patrimoni non troppo elevati questi mercati rappresentano una piccola parte della strategia di investimento. La clientela predilige investimenti facilmente liquidabili di più facile comprensione e molto diversificati e con minori rischi. Tuttavia, i mercati private markets rappresentano un’ottima opportunità per le aziende nella ricerca di nuovi capitali e know how. Nella regione in cui opero il tessuto imprenditoriale è costituito da aziende di medie dimensioni che rappresentano un limite per operazioni di private market.

Avete notato un incremento della domanda di Etf rispetto ai fondi comuni nell’ultimo anno?

Relativamente agli Etf c’è molta curiosità da parte della clientela ed anche un aumento nell’utilizzo all’interno dei portafogli dei clienti come strumenti utili ad aumentare l’efficienza e la diversificazione di portafoglio. Non sempre, tuttavia, vi è una conoscenza approfondita di questi strumenti di investimento quanto piuttosto una conoscenza mediata da pubblicità su stampa specializzata e media. Sono strumenti in grande crescita con costi bassi grazie alla disintermediazione: niente reti di distribuzione o retrocessioni. Assisteremo nei prossimi anni ad un forte cambiamento nel mercato del risparmio gestito che dovrà adeguarsi alla domanda.

I Bitcoin stanno ormai diventando un asset class come le altre. Quanto li chiedono i vostri clienti?

Relativamente ai Bitcoin vi è maggior interesse da parte della clientela più giovane anche se solitamente rappresentano asset class con pesi percentuali poco apprezzabili all’interno dei portafogli di investimento. Rimane ad oggi una perplessità di fondo da parte dei clienti relativamente alla sicurezza ed affidabilità di questi strumenti dettata anche dalla forte volatilità e dal fatto che il loro valore non è sottoposto al controllo di un’autorità centrale come invece avviene per le valute tradizionali. Per tale motivo, per la mia clientela i Bitcoin non rappresentano strumenti d’investimento particolarmente interessanti.

BIO:

Consegue la laurea in economia e commercio presso l’Università degli Studi di Trieste e successivamente supera l’esame di stato per l’abilitazione alla professione di consulente finanziario nel 1993. Inizia a lavorare con il gruppo bancario olandese Ing per passare dopo pochi anni al gruppo Azimut. Nel 1999 assieme ad un gruppo di colleghi fonda Copernico Sim, società quotata sull’Euronext Growth Milan che conta circa un centinaio di consulenti finanziari. Da 25 anni opera con Copernico avendo svolto anche ruoli di reclutamento, formazione e inserimento di consulenti finanziari all’interno della struttura. Ha contribuito a fondare l’Accademy Copernico, percorso dedicato ai giovani consulenti finanziari in quanto ha sempre creduto nel rinnovamento della professione. Opera da oltre 30 anni come consulente finanziario con studio a Udine. È appassionato di sci, di mountain bike, montagna e ama viaggiare. Forse non tutti sanno che si emoziona facilmente e fa sempre le cose con il cuore.